sabato 20 marzo 2010

Un consiglio al giorno per una vita sana.....



Elimina lo zucchero industriale e tutti gli alimenti che lo contengono: pasticceria e dessert in generale, caramelle e dolciumi (che predispongono alla leucemia), confetti, marmellate e gelati. Abolisci i dessert. Lo zucchero bianco (nel processo di sbiancatura viene utilizzata la 'corrosiva' calce viva) è un ladro di calcio che provoca osteoporosi, carie, infiammazioni, febbre, secchezza della gola, perdita dell'appetito, gas, grasso superfluo, colite, diabete, dolori articolari, schizofrenia. La melassa è fra i sottoprodotti provenienti dalla raffinazione dello zucchero e che le industrie non riuscivano a smaltire. Per essa, come in tanti altri casi, è stata inventata la favola del "più sano e naturale".



Elimina o almeno riduci notevolmente il consumo di sale (cloruro di sodio), specie di quello raffinato, e dei cibi che ne contengono una grande quantità: dadi da brodo, olive, capperi, acciughe conservate, baccalà, crackers, tamari, salumi, patatine fritte industrialmente, pop corn, cibi sottolio e sottaceto. In particolare, per prevenire l'ipertensione e gli infarti, è opportuno assumere più potassio (frutta e verdura) e meno sodio (cibi tradizionali).



Elimina o almeno riduci notevolmente il consumo di grassi da estrazione: burro, oli di semi, olio d'oliva e margarina. Quest'ultima viene prodotta trasformando puro olio liquido polinsaturo in un pezzo di grasso solido mediante l'idrogenazione e cioè soffiando un getto di gas di idrogeno nell'olio fino a quando questo non solidifica. Gli oli così lavorati diventano saturi, contraddicendo la pubblicità con cui si promuove la vendita della margarina. Se inizialmente non ne puoi fare a meno, prendi (per non più di tre volte alla settimana) due cucchiai da minestra con olio d'oliva extra-vergine spremuto a freddo.



Elimina o almeno riduci notevolmente il consumo di prodotti che derivano da fermentazione: alcool (vino, birra, superalcolici), conserve, sottaceti, tamari, riso, pane, yogurt e aceto. Quest'ultimo (di uva, di mele, di sidro e balsamico) è un fermento che interrompe la digestione salivare e ritarda la digestione degli amidi: può essere sostituito con il succo di limone, di pomodoro o di pompelmo. Va evitato in particolare il lievito di birra, sottoprodotto di scarto difficile da smaltire e che ci contrabbandano come sano e naturale. Se inizialmente non ne puoi fare a meno, non bere più di due piccoli bicchieri di vino o di birra e mangia al massimo due panini al giorno.



Limita al massimo il consumo della pasta, del riso e degli altri cereali: creano muco e catarro e sono acidificanti (l'acidificazione dei tessuti è la premessa alle malattie degenerative poiché quando si accumula acido nel corpo l'organismo trattiene i liquidi per neutralizzarlo, provocando un aumento del peso e del gonfiore). Il riso e la polenta di mais sono fra i cereali meno dannosi perché poco acidificanti. Ancor meno acidificanti sono la zucca, i topinambur, le patate e le batate (patate americane dolci). Se inizialmente non ne puoi fare a meno, limita il consumo di queste sostanze a non più di tre volte alla settimana.



Eliminate o almeno riduci notevolmente il consumo di alimenti grassi, della carne, dei sottoprodotti animali (latte, burro, formaggi, gelato, uova). Il latte di mucca contiene una quantità di caseina trecento volte superiore a quella del latte umano e che si coagula nello stomaco formando una grossa, stopposa e densa cagliata, molto difficile da digerire. Se inizialmente non ne puoi fare a meno, mangia formaggi, pesce o carne (preceduti comunque da un abbondante piatto di verdura cruda) non più di una volta alla settimana.



Limita al massimo il consumo di semi di leguminose: soia, fagioli, fave, lenticchie, piselli e ceci. I legumi sono tra gli alimenti più ricchi di proteine, amidi e grassi, difficili da digerire e da assimilare, quindi dannosi.

giovedì 11 marzo 2010

Sale Himalayano .......energia vitale......




Il sale cristallino dell'Himalaya, non solo è un sale marino integrale che è privo di sostanze inquinanti e delle loro risonanze (si è formato ca. 250 milioni di anni fa!), ma le pressioni immense a cui è stato sottoposto (simili a quelle che in composti di carbonio hanno formato i diamanti!) hanno anche mutato la sua struttura trasformandolo in cristallo. La scienza afferma che questo sale ha più di 250 milioni anni.

C'è da rimanere storditi di fronte a una simile datazione. La scienza tuttavia non può fare altro che ipotizzare e spesso non azzecca le date giuste, ma se 250 non sono, che siano milioni di anni è una certezza che posso confermare. E' il sale di gran lunga più puro disponibile sulla terra ed è assolutamente non contaminato da qualsiasi tossina o sostanza inquinante. Questo sale dell'Himalaya è conosciuto come "oro bianco" perché contiene ioni di luce solare nella sua memoria. Unito all'acqua pura di sorgente, il sale cristallino Himalayano contiene tutti gli elementi naturali assolutamente identici agli elementi presenti nel corpo umano - gli stessi elementi originalmente esistenti "nel mare primordiale" quando la terra era completamente sommersa dall'acqua.

Sia per ingestione che per contatto, il sale cristallino dell'Himalaya, è in grado di trasmetterci tutta la sua energia vitale e perfettamente assimilabile.

Le sue caratteristiche lo rendono completamente diverso dal sale marino, l'assunzione del sale tramite "soluzione idrosalina" può avere effetto equilibrante sugli acidi e alcali, può regolare la pressione del sangue, migliorare le affezioni della pelle, pulire l'intestino e depura il corpo da accumuli tossinici.



Questo sale viene estratto manualmente, e successivamente ogni cristallo viene lavato in acqua purissima di sorgente ed asciugato al sole. Con un lavoro di grande impegno e pazienza, il cristallo di sale viene poi macinato a pietra e preparato per essere spedito.



Questo sale viene estratto e lavato manualmente, macinato a pietra e poi spedito in varie destinazioni del mondo. In realtà questo oro bianco ha una colorazione rosa, caratteristica che accomuna anche il salgemma che viene estratto da miniere in Germania e in Polonia, che non ha le caratteristiche del sale himalayano e non è certificato come sale alimentare. E' necessario quindi, nel caso che si voglia acquistare il sale Himalayano, che sia certificato.



Cosa possiamo fare anche con il Sale dell'Himalaya :

· ideale per l'uso alimentare in cucina

· nella cura della persona (nel peeling, come sali da bagno, impacchi o anche per la pulizia della bocca)

· cura della pelle e in altre applicazioni mediche che lo usano, in soluzione, per i bagni, per le inalazioni e per i lavaggi in caso di affezioni delle vie respiratorie.

L'effetto terapeutico del sale è riconosciuto anche dalla medicina ufficiale.

Il sale cristallino dell'Himalaya è energia vitale allo stato puro. Ha quell'efficacia bioenergetica che si riflette sugli essere viventi. Presenta una struttura cristallina altamente ordinata ed è pertanto notevolmente migliore del sale da cucina a livello energetico.

Un consiglio al giorno per una vita sana.....e continua....


2 - Mangia poco e solo se hai veramente fame. La sovralimentazione è nemica della longevità. Dà ascolto all'istinto quando ti dice che hai mangiato a sufficienza. Il nostro organismo è infatti regolato da un orologio biologico naturale che divide la giornata in tre periodi distinti: dalle 12 alle 20 (assunzione e ingerimento dei cibi), dalle 20 alle 4 (metabolizzazione e assimilazione), dalle 4 alle 12 (scarto ed eliminazione). Privilegia i cibi con qualità nutrizionali elevate. Spesso si continua ad avere ancora fame perché la qualità del cibo ingerito è scadente e quindi poco nutriente.
Mangia in piena tranquillità e mastica moltissimo (minimo 30 volte ogni boccone). Prima di consumare i pasti, se sei stanco o stressato fà riposare il corpo e rilassate la mente (respirando con il diaframma). Spegni la televisione durante i pasti: per non essere condizionato dagli spot che pubblicizzano i 'cibi spazzatura' e i 'cibi killer' ma soprattutto perché occorre mangiare in silenzio, concentrando il vostro pensiero sull'assorbimento dell'energia vitale (prana) contenuta nei cibi vivi.

martedì 9 marzo 2010

Un consiglio al giorno per una vita sana.....





1 - Riduci al minimo la dipendenza dalle cure mediche e dai farmaci (dal greco pharmakon= medicina, rimedio, veleno), che sopprimono i sintomi e non eliminano le cause. Le malattie non vanno mai represse ma sempre prevenute innalzando le difese immunitarie.

venerdì 5 marzo 2010

PROPRIETÀ TERAPEUTICHE DELLA ROSA BULGARA....


Non si sa con precisione quando e da dove sia stata trapiantata la rosa in Bulgaria, ma si sa con certezza che i primi impianti per distillare l'essenza di rose sono stati installati nel 1664.

Le prime piantagioni di rose sorsero intorno alla città di Kazanlak e quindi si estesero nell'avvallamento fra le catene montuose di Stara Planina e Sredna Gora che ebbe il nome di Valle delle rose. La favorevole combinazione tra clima, suolo e condizioni atmosferiche e l'opera dei primi giardinieri - selezionatori concorsero alla trasformazione della specie importata nell'odierna "Rosa di Kazanlak", dalla quale si estrae la famosa essenza di rose bulgara. Essa sta alla base di tutti i profumi di qualità.

Le più rinomate ditte in cosmetica d'Europa, America e Australia preferiscono !'essenza di rose bulgara, che da tre secoli ormai mantiene immutate le sue pregiate qualità.

Ma oltre che (alla cosmesi la rosa bulgara è impiegata anche nella medicina, in quanto i prodotti del fiore hanno azione antinfiammatoria e stroncano lo sviluppo di germi patogeni. La medicina popolare, infatti, consiglia l'uso dell'acqua di rosa per lavaggi agli occhi, nei casi di ustione, contro eczemi e contro infiammazioni della cavità orale.

Già anni addietro è stato comprovato in clinica l'effetto terapeutico dell'essenza di rose nei casi di infiammazione della cistifellea e calcoli biliari. E' stato stabilito che in seguito alla somministrazione di essenza di rose i calcoli biliari si frantumano e che l'infiammazione della cistifellea sparisce. Più tardi un gruppo di lavoro formato da medici, sotto la guida dell'accademico Atanas Maleev, presidente dell'Accademia di medicina di Sofia, ha effettuato un'accurata ricerca farmacologica e clinica concernente diversi prodotti di rosa. E' stata elaborata la tecnologia per la produzione del farmaco "Rosanol" a base di essenza di rose. Esso, appena somministrato, stimola la secrezione di succo biliare e ha un benefico effetto sull'intero apparato digerente. Sempre a base di essenza di rose è il farmaco "Zhirosital" particolarmente indicato contro mali della cistifellea e del fegato. Esso normalizza il metabolismo dei lipidi nei casi di disfunzione del fegato e ne previene la degenerazione: "Zhirosital" agisce come analgesico e ha effetto benigno contro spasimi degli organi digestivi.

Sempre più frequente diventa l'uso dell'acqua e di concreta di rose in stomatologia - contro mal di denti e infiammazioni delle gengive, nonché in oculistica, in fisioterapia ecc.

Tra le componenti biologicamente attive dell'essenza di rose gli specialisti danno il geraniolo come la più efficace. Continuano però lo studio delle altre componenti, la scoperta di nuove proprietà e applicazioni dei prodotti di rosa nella medicina, nella cosmesi e nell'industria alimentare. Probabilmente la rosa di Kazanlak ha ancora segreti da svelare a beneficio della bellezza e della salute...

giovedì 4 marzo 2010

I pro e i contro della cavitazione estetica.....


Il desiderio di avere un corpo snello e tonico, privo da fastidiosi inestetismi, a volte, è così forte da voler ottenere l’obiettivo desiderato a tutti i costi, sottovalutando, magari le possibili complicazioni. Così, quindi, ci si potrebbe ritrovare a scegliere un trattamento che, non solo non è adeguato, ma potrebbe comportare dei rischi per la propria salute.Le ultime tecnologie sono spesso le soluzioni migliori perchè cercano di garantire il massimo risultato minimizzando i pericoli e le reazioni avverse, ma non esistono trattamenti del tutto privi di effetti collaterali.

La cavitazione, una delle ultime innovazioni nel campo della medicina estetica, consente infatti di sciogliere il tessuto adiposo per ottenere una silouhette armoniosa senza dover ricorrere al bisturi e a fastidiose cicatrici. Il trattamento viene eseguito infatti senza ricovero con l’ausilio di un’apposita apparecchiatura. Bastano una decina di sedute, anche se ovviamente dipende dai casi, per eliminare quasi definitivamente i fastidiosi depositi di grasso localizzato. La semplicità della procedura, che si basa sugli ultrasuoni, però, non esclude che vi possano essere degli effetti collaterali e dei piccoli problemi.

Chi decide di sottoporsi al trattamento di cavitazione estetica, innanzitutto, deve essere ben informato per evitare la creazione di false aspettative e, sopratutto, deve conoscere eventuali rischi e reazioni che possono sorgere in seguito alle varie sedute. E’ quasi scontato da dire che il trattamento deve essere svolto da personale esperto e qualificato e in strutture valide.

La cavitazione utilizza determinate frequenze, gli ultrasuoni, per debellare le cellule adipose, ma non tutte le frequenze utilizzate permettono di ottenere gli stessi risultati. I macchinari adatti allo scopo, infatti, hanno una diversa frequenza e non tutti quelli che lavorano con gli ultrasuoni sono adatti per la cavitazione. Alla diversa frequenza è strettamente collegata, poi, la capacità di penetrazione nei tessuti: più una frequenza è bassa e maggiore sarà invece la capacità di penetrazione.

mercoledì 3 marzo 2010

Melaleuca - Tree tea oil - Olio essenziale


Denominazione botanica: Melaleuca alternifolia
Metodo di estrazione: corrente di vapore
Parte utilizzata: foglie e ramoscelli
Colore: giallo chiaro
Consistenza: fine
Descrzione dell'aroma: Fresca, legnosa, erbacea
Possibili utilizzi: Acne, candida, influenza, emicranie, pelle grassa, sinusiti,

La Melaleuca o Tea Tree per gli anglosassoni (albero del te), é una piccolo arbusto appartenente alla famiglia delle Myrtacee una famiglia diffusa nel continente oceanico, con particolare diffusione in Australia e che comprende molte specie, tra cui anche la Melaleuca leucadendron, dalla quale viene estratto il noto olio essenziale di Cajeput.
James Cook, durante le sue esplorazioni nel continente sud, annotò nei suoi diari le proprietà di questa pianta e l'utilizzo che già gli Aborigeni australiani ne facevano.
Alcuni studi recenti avrebbero dimostrato l'efficacia che l'olio essenziale della melaleuca ha contro le infezioni, da funghi e virali. Sarebbe inoltre in grado di aiutare nel caso di raffreddore e influenza, nei casi di infezioni all'apparato respiratorio e, per la sua capacità di stimolare la sudorazione, agirebbe in modo naturale abbassando la febbre.
La sua profumazione non è gradita a tutti, è leggermente canforata, per cui non viene utilizzata come profumazione d'ambiente, utilizzo che sarebbe invece da consigliare per la sua capacità di ridurre la carica batterica.
Viene indicato come antisettico, utile nelle infezioni, nei piccoli casi di funghi o problemi virali.

In un mondo dove la resistenza agli antibiotici sta crescendo in modo esponenziale, la possibilità di avere a disposizione strumenti efficaci per contrastare le infezioni è di estrema importanza.

Gli oli essenziali in genere, come documentato ormai da decenni di aromaterapia, svolgono una azione antibatterica e antifungina naturale.

Le cautele nell'impiego delle essenze devono essere rivolte alla loro possibile capacità di determinare allergie (soprattutto sulla pelle per uso ripetuto), o all'eccesso di uso (possibile azione di irritazione gastrica per uso orale).

Uno degli oli più importanti è l'olio di melaleuca. Un farmacista o un erborista molto esperti potrebbero, a ragione, chiedere quale tipo di melaleuca, ma nell'uso comune si intende con questa dizione il Tea tree oil (di origine australiana).

Cajeput è infatti il distillato oleoso di Melaleuca leucadendron, una mirtacea diffusa in malesia, nelle filippine e nell'isola di Celebès. Niaouli invece è un olio essenziale derivato da Melaleuca viridiflora, albero diffuso nella Nuova Caledonia. Tea tree oil infine è l'olio essenziale derivato da Melaleuca alternifolia, arbusto diffuso soprattutto in Australia.

I tre olii hanno alcune caratteristiche simili, ma non del tutto. In genere comunque potremmo dire che per una azione balsamica, antisettica e anticatarrale i tre rimedi possono essere utilizzati in alternativa uno all'altro.

Sicuramente però nella nostra esperienza l'olio di tea tree oil è il meno propenso a dare reazioni allergologiche nell'uso anche ripetuto per via orale.

Lo si trova nelle farmacie specializzate, o in qualsiasi erboristeria. Va chiesto dell'olio essenziale di melaleuca alternifolia (nome botanico uguale in tutto il mondo), mentre il nome tecnico inglese è appunto Tea Tree Oil.

Il prodotto va preso per via orale in questo modo: se ne mettono 3 gocce (a volte 2, a volte anche di più, fino a 5-6 gocce) su una punta di zucchero da deglutire rapidamente con l'aiuto di un bicchiere d'acqua, dopo prima colazione, o comunque dopo avere assunto degli alimenti.

Prendendolo in questo modo, è importante inghiottirlo velocemente, perchè se resta in bocca a “gironzolare”, la sensazione è un po' forte, come se si moltiplicasse per 5 la sensazione di una caramella tipo Fisherman's.

Anche l'olio essenziale di menta, importante per stimolare la digestione, e per sbloccare delle coliche, va utilizzato nello stesso modo.

Il tea tree oil è un olio essenziale con una azione antibiotica naturale importante, e va usato per un periodo prolungato (anche 2 mesi) a basso dosaggio (2-3 gocce tutte le mattine) se il problema da affrontare è un problema recidivante (come una candidosi, una cistite cronica, o una infezione della pelle, o una dermatosi seborroica), ma può invece essere utilizzato in modo più intenso (3 gocce per 3-4 volte al giorno) per i 2-3 giorni di un raffreddamento, di una iniziale bronchite o di una faringite.

In tutti i casi in cui si avverta fastidio allo stomaco o si evidenzi una reazione al prodotto, questo va sospeso.

martedì 2 marzo 2010

Intolleranze alimentari nei bambini....



Diagnosi, cura ed educazione alimentare.

Il complesso pianeta delle intolleranze alimentari non poteva non presentare uno sviluppo particolare sui bambini. Ovviamente, considerate le abitudini alimentari dei bambini, i sintomi delle intolleranze sui soggetti di giovane età presentano dinamiche e forme differenti, tutte accomunate però da una stessa base di partenza: le intolleranze alimentari possono essere affrontate e risolte solo se approcciate con un metodo olistico. I bambini sono il nostro futuro: sono piccoli, e sono il nostro futuro. Sono i bambini. L’obesità infantile è in continuo aumento e in aumento lo sono anche le intolleranze alimentari dei bambini.
Da un recente convegno presso l'ASL Napoli 1 emergono sfaccettature interessanti sulle intolleranze alimentari dei bambini. Si chiamano thema junior e sono speciali intolleranze studiate per i nostri piccoli ragazzi fino ai 10 anni.
L’alimentazione dei bambini è differente da quello di un adulto e se per l’adulto intollerante occorrono test di 600 alimenti studiati su una base di stili alimentari europei come il thema 400 che da anni viene realizzato e venduto in Europa dai laboratori Daphne Lab, per il bambino intollerante è necessario un thema junior specifico con percentili di crescita, valori nutrizionali tagliati sui bisogni dei bambini come minerali, vitamine e aminoacidi per ogni alimento, ogni merendina o per ogni omogeneizzato.
Le intolleranze per bambini sono una novità importante certificata ASL dai laboratori Daphne Lab con certificazione ISO 9001. Se i bambini sono veramente il nostro futuro non possiamo non cominciare a pensare a loro, non possiamo ignorare i progressi della scienza in campo diagnostico e inuovi test di intolleranze per neonati e per bambini. Liberare i bambini dalle intolleranze alimentari infantili è il primo grande passo verso la crescita corretta del bambino, verso lo sviluppo corretto del sistema immunitario e il corretto equilibrio emotivo.

I test per la ricerca delle intolleranze alimentari: Kondo, Alcatest


Attraverso un’analisi del sangue, studiando le risposte dei linfociti alle sostanze alimentari è possibile evidenziare “le allergie” delle persone malate, pur in assenza delle classiche immunoglobuline E. Lo studio dei linfociti, proposto da Kondo, consente di verificare l’insieme di gran parte delle risposte immunologiche dei linfociti alle sostanze testate saggia quindi una globalità di risposta individuale invece che una sua piccola parte.
Un altro esame simile è l'Alcatest, cerca di valutare le intolleranze alimentari studiando la reazione dei globuli bianchi al contatto con le sostanze alimentari (il risultato viene letto direttamente dallo strumento computerizzato).
I due esami hanno sicuramente dei vantaggi, ma si scontrano con una certa difficoltà tecnica di esecuzione: è infatti possibile controllare le reazioni dei linfociti solo alle sostanze molto ben solubili in acqua (zucchero, sale, alcol, tè, caffè, alcuni tipi di latte……….), mentre per quasi tutti i cibi solidi l'effettuazione dell'esame è molto discutibile e può dare dei risultati non sempre tanto attendibili o meglio può dare dei falsi positivi più precisamente l'esame segnala l'intolleranza a una sostanza mentre sono solo i linfociti che reagiscono a una preparazione irritante.