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lunedì 10 maggio 2010

Il Tè Bancha.....


Il tè bancha è un té verde proveniente dal Giappone, terra nel quale è molto diffuso. Si può trovare di buona qualità nei supermercati biologici e nei rivenditori specializzati.
Non è un tè pregiato, in quanto le sue foglioline sono state raccolte per ultime, ma proprio per questo è naturalmente quasi privo di caffeina, in modo da poter essere gustato anche dai bambini a qualsiasi ora.
Con la denominazione Kukicha si contaddistinque il tè ottenuto dall’infusione dei rametti della pianta, in questo caso è totalente privo di stimolanti, quindi aiuta il rilassamento, e come tutte le bevande calde è una vera coccola :-)))
E’ un tè molto ricco di ferro, calcio e vitamina A.
Il tè Bancha è uno specifico della cucina macrobiotica, infatti esso aiuta a rafforzare l’organismo, ha un azione alcalinizzante sul sangue, e può essere utile, tra le altre cose, anche alla digestione.
A parte tutto è veramente buono, ha un gusto prezioso e sa di pace e tranquillità, insomma un ottimo break ;-)
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sabato 20 marzo 2010

Un consiglio al giorno per una vita sana.....



Elimina lo zucchero industriale e tutti gli alimenti che lo contengono: pasticceria e dessert in generale, caramelle e dolciumi (che predispongono alla leucemia), confetti, marmellate e gelati. Abolisci i dessert. Lo zucchero bianco (nel processo di sbiancatura viene utilizzata la 'corrosiva' calce viva) è un ladro di calcio che provoca osteoporosi, carie, infiammazioni, febbre, secchezza della gola, perdita dell'appetito, gas, grasso superfluo, colite, diabete, dolori articolari, schizofrenia. La melassa è fra i sottoprodotti provenienti dalla raffinazione dello zucchero e che le industrie non riuscivano a smaltire. Per essa, come in tanti altri casi, è stata inventata la favola del "più sano e naturale".



Elimina o almeno riduci notevolmente il consumo di sale (cloruro di sodio), specie di quello raffinato, e dei cibi che ne contengono una grande quantità: dadi da brodo, olive, capperi, acciughe conservate, baccalà, crackers, tamari, salumi, patatine fritte industrialmente, pop corn, cibi sottolio e sottaceto. In particolare, per prevenire l'ipertensione e gli infarti, è opportuno assumere più potassio (frutta e verdura) e meno sodio (cibi tradizionali).



Elimina o almeno riduci notevolmente il consumo di grassi da estrazione: burro, oli di semi, olio d'oliva e margarina. Quest'ultima viene prodotta trasformando puro olio liquido polinsaturo in un pezzo di grasso solido mediante l'idrogenazione e cioè soffiando un getto di gas di idrogeno nell'olio fino a quando questo non solidifica. Gli oli così lavorati diventano saturi, contraddicendo la pubblicità con cui si promuove la vendita della margarina. Se inizialmente non ne puoi fare a meno, prendi (per non più di tre volte alla settimana) due cucchiai da minestra con olio d'oliva extra-vergine spremuto a freddo.



Elimina o almeno riduci notevolmente il consumo di prodotti che derivano da fermentazione: alcool (vino, birra, superalcolici), conserve, sottaceti, tamari, riso, pane, yogurt e aceto. Quest'ultimo (di uva, di mele, di sidro e balsamico) è un fermento che interrompe la digestione salivare e ritarda la digestione degli amidi: può essere sostituito con il succo di limone, di pomodoro o di pompelmo. Va evitato in particolare il lievito di birra, sottoprodotto di scarto difficile da smaltire e che ci contrabbandano come sano e naturale. Se inizialmente non ne puoi fare a meno, non bere più di due piccoli bicchieri di vino o di birra e mangia al massimo due panini al giorno.



Limita al massimo il consumo della pasta, del riso e degli altri cereali: creano muco e catarro e sono acidificanti (l'acidificazione dei tessuti è la premessa alle malattie degenerative poiché quando si accumula acido nel corpo l'organismo trattiene i liquidi per neutralizzarlo, provocando un aumento del peso e del gonfiore). Il riso e la polenta di mais sono fra i cereali meno dannosi perché poco acidificanti. Ancor meno acidificanti sono la zucca, i topinambur, le patate e le batate (patate americane dolci). Se inizialmente non ne puoi fare a meno, limita il consumo di queste sostanze a non più di tre volte alla settimana.



Eliminate o almeno riduci notevolmente il consumo di alimenti grassi, della carne, dei sottoprodotti animali (latte, burro, formaggi, gelato, uova). Il latte di mucca contiene una quantità di caseina trecento volte superiore a quella del latte umano e che si coagula nello stomaco formando una grossa, stopposa e densa cagliata, molto difficile da digerire. Se inizialmente non ne puoi fare a meno, mangia formaggi, pesce o carne (preceduti comunque da un abbondante piatto di verdura cruda) non più di una volta alla settimana.



Limita al massimo il consumo di semi di leguminose: soia, fagioli, fave, lenticchie, piselli e ceci. I legumi sono tra gli alimenti più ricchi di proteine, amidi e grassi, difficili da digerire e da assimilare, quindi dannosi.

giovedì 11 marzo 2010

Un consiglio al giorno per una vita sana.....e continua....


2 - Mangia poco e solo se hai veramente fame. La sovralimentazione è nemica della longevità. Dà ascolto all'istinto quando ti dice che hai mangiato a sufficienza. Il nostro organismo è infatti regolato da un orologio biologico naturale che divide la giornata in tre periodi distinti: dalle 12 alle 20 (assunzione e ingerimento dei cibi), dalle 20 alle 4 (metabolizzazione e assimilazione), dalle 4 alle 12 (scarto ed eliminazione). Privilegia i cibi con qualità nutrizionali elevate. Spesso si continua ad avere ancora fame perché la qualità del cibo ingerito è scadente e quindi poco nutriente.
Mangia in piena tranquillità e mastica moltissimo (minimo 30 volte ogni boccone). Prima di consumare i pasti, se sei stanco o stressato fà riposare il corpo e rilassate la mente (respirando con il diaframma). Spegni la televisione durante i pasti: per non essere condizionato dagli spot che pubblicizzano i 'cibi spazzatura' e i 'cibi killer' ma soprattutto perché occorre mangiare in silenzio, concentrando il vostro pensiero sull'assorbimento dell'energia vitale (prana) contenuta nei cibi vivi.