domenica 28 febbraio 2010

Idrocolonterapia...


E’ una terapia naturale, che aiuta a purificare il tratto intestinale del colon, eliminando incrostazioni e ristagni di sostanze che dovrebbero essere evacuate, ma che per vari motivi, la normale peristalsi intestinale non riesce a rimuovere e quindi rimangono nell’intestino per svariato tempo, a volte anche diversi anni, arrecando quindi dei danni al nostro organismo, ostruendo il passaggio delle altre scorie, emanando tossine che determinano un indebolimento del corpo e di molte altre funzioni organiche. In Italia è entrata ormai da qualche decina di anni, è ancora poco consciuta e si sta diffondendo con una certa regolarità. La pulizia approfondita del colon è una pratica già utilizzata in passato e se ne ha notizia sia in Oriente dove veniva già praticata dagli antichi yogi come forma di purificazione e anche addirittura nell’antico Egitto. Questa pulizia consiste dell’inviare all’interno del colon una certa quantità d’acqua (alcune decine di litri), a più riprese fino a che l’intestino non risulta disincrostato e pulito. L’Idrocolonterapia vera e propria, deve essere fatta in centri attrezzati e specializzati, anche perché richiede una certa preparazione dell’intestino al trattamento, per cui qualche giorno prima è necessario adottare una certa dieta alimentare di un certo tipo, proprio in preparazione dell’Idrocolonterapia e così anche per alcuni giorni dopo, prima di riprendere con gradualità la normale alimentazione. Attraverso l’Idrocolonterapia si ottengono notevoli benefici, a prima vista inimmaginabili, dopo il trattamento, si avverte un notevole senso di benessere e di leggerezza, addome più tonico e “sgonfio”, questi benefici si protraggono anche nel tempo, perché dopo aver effettuato l’Idrocolonterapia, per diverso tempo il nostro intestino sarà come rigenerato, ritrovando, il giusto ritmo di evacuazione, e quindi trattenendo il meno possibile tute le scorie, che come abbiamo già accennato sono portatrici di tossine, per cui meno tempo ristagnano nel nostro intestino, meno tossine assorbiamo nel nostro sangue. Inoltre risulta essere anche molto efficace come prevenzione per tutte le malattie riguardanti il colon. Mentre nel caso di eventuali malattie già instaurate può essere una efficace cura per farle regredire o almeno evitare che certi disturbi come stitichezze croniche, diverticoliti, ecc.. possano progredire, creando poi ulteriori complicanze alquanto spiacevoli.

venerdì 26 febbraio 2010

Naturopatia e Medicina: Malassorbimento intestinale Percorsi integrati per la guarigione.


Parliamo di malassorbimento quando l'intestino presenta una diminuita capacità di digerire correttamente i nutrienti introdotti con il cibo, che invece di essere veicolati nel circolo sanguigno vengono persi con le feci.

L'esito del malassorbimento intestinale è una carenza di una o più sostanze nutritive. Di rado non riescono ad essere assimilati i nutrienti principali; più spesso si verificano deficienze di micronutrienti, quali vitamine e minerali.

Se nei bambini il fenomeno può essere facilmente percepibile, osservandosi un rallentamento della crescita e dell'aumento di peso, lo stesso non si può sempre dire per gli adulti, nei quali il malassorbimento intestinale, soprattutto se non grave, può dare luogo a carenze subdole, subcliniche, senza sintomi eclatanti, ma con un'alterazione, a più livelli, dei fisiologici processi vitali.

Si entra così in quell'amplissima “zona grigia” che separa la perfetta salute dalla patologia conclamata, quando la persona, che magari lamenta solo un po' di colite e malesseri sfumati e imprecisati, percepisce comunque di non star bene e vaga da uno specialista all'altro continuando a sentirsi dire che non ha nulla. Si tratta invece di un'alterazione in un ambito, quello funzionale, nel quale interviene elettivamente e agisce efficacemente la naturopatia, a cui tra l'altro è ben noto quanto il benessere intestinale sia fondamentale per la salute dell'intero organismo.

Al di là di specifiche patologie che possono provocare malassorbimento e che necessitano di apposita gestione, come la celiachia, il risanamento dell'ambiente intestinale e la correzione della disbiosi (ovvero la degradazione della normale flora simbiotica intestinale) rappresentano in genere trattamenti risolutivi dei fenomeni di malassorbimento.

Oli essenziali come quelli di melaleuca e origano, fibre e mucillagini ad azione drenante quali lo psillio, probiotici (fermenti lattici) di ottima qualità e sostanze in grado di riparare i danni subiti dalla mucosa, come le vitamine del complesso B, il glutatione, il colostro e la quercetina, costituiscono i presidi naturali per attuare un completo trattamento naturopatico dell'intestino.

lunedì 22 febbraio 2010

Intolleranze alimentari e allergie....


"Che l'alimento sia la tua medicina e la tua medicina sia il tuo alimento, ma gli alimenti possono diventare anche veleno" (Ippocrate)

Le intolleranze o Ipersensibilità Alimentari si differenziano dalle Allergie Alimentari vere e proprie perché non producono Shock Anafilattico e di solito non rispondono ai tradizionali Test Allergici Cutanei. Non provocano quasi mai delle reazioni violente ed immediate nell'organismo, e quindi spesso non sono direttamente collegabili all'assunzione del cibo che le determina.

Esse derivano dall'impossibilità dell'organismo di digerire un dato alimento, a causa di difetti metabolici che possono essere causati dallo stile di vita (scarsa masticazione, errate combinazioni alimentari, ecc.), o da stati emotivi alterati, oppure possono essere scatenate dall'assunzione di Antibiotici.

Originano a livello intestinale, avendo come presupposto un'irritazione della mucosa di tale distretto, ma non provocano produzione di Anticorpi e raramente hanno come effetto la produzione di Istamina. Possono però innescare manifestazioni Allergiche quali le allergie ai pollini od al contatto di tessuti, metalli, ecc. Molto spesso nella pratica clinica, infatti, si riscontrano delle situazioni allergiche di modesta entità che però, a causa della concomitante presenza di Intolleranze Alimentari, producono manifestazioni importanti, soprattutto respiratorie.

Le Intolleranze Alimentari si manifestano quasi sempre con una sintomatologia generale più o meno sfumata (stanchezza, cefalea, gonfiori addominali postprandiali, infezioni ricorrenti, dolori articolari, ecc.) o con modificazioni cutanee (pelle secca, eczemi, orticaria, ecc.); spesso sono correlate a disordini del Peso Corporeo, sia in eccesso che in difetto.

Esse sono riconducibili all'accumulo nel tempo delle sostanze responsabili di Ipersensibilità, fino ad un livello che ad un certo punto supera la "dose soglia". A causa di questo periodo di latenza, spesso risulta difficile accettare e comprendere come si possa "improvvisamente" diventare Intolleranti ad un cibo comunemente introdotto quotidianamente o meglio pluriquotidianamente (frumento, olio di oliva, latticini, ecc.).

Queste reazioni inoltre non sono sempre immediate, ma si presentano da 1 a 36 ore dopo l'assunzione del cibo in questione. Per ottenere un miglioramento del quadro sintomatologico, è necessario astenersi rigorosamente per almeno 2-3 mesi dall'assunzione del cibo incriminato - anche nelle sue forme nascoste (es. siero di latte nel prosciutto cotto) - ed anche dall'assunzione di cibi che possono generare reazioni crociate (es. latticini - carne di manzo).

Va rimarcato inoltre che, come accade per le Allergie respiratorie e l'inquinamento atmosferico, le sostanze chimiche addizionate nel corso di qualsiasi momento della lavorazione di un cibo possono: a) renderlo allergizzante, b) produrre un'Intolleranza alle sostanze aggiunte oppure, ancor peggio, c) diventare veicolanti delle molecole contenute nell'Alimento (soprattutto Proteine) e renderle fonte di Intolleranza.

Basti pensare agli oli vegetali, che sono il capolista delle Intolleranze Alimentari, al contrario degli oli spremuti a freddo. Pertanto, il primo intervento nei confronti di cibi sospetti, è quello di utilizzare solo prodotti sicuramente "puliti".

Le Intolleranze, viste come una rottura dell'equilibrio cibo - ospite, si insediano comunque in un organismo predisposto geneticamente o con uno sbilanciamento della barriera intestinale. Un peso importante rivestono la carica Antigenica dell'Alimento, l'età dell'individuo, gli insulti al Sistema Immunitario.

Gli starter più frequenti di un'Intolleranza Alimentare sono: introduzione precoce nel lattante di latte vaccino e derivati, uso di Antibiotici, infezioni virali o batteriche a carico dell'intestino, infestazioni parassitarie intestinali, stress emotivi.

Tra gli Alimenti, quelli che più frequentemente danno reazioni sono:

1- RICCHI DI ISTAMINA: pomodoro, birra, formaggio stagionato e fermentato, spinaci, funghi, cioccolato, tonno in scatola, ecc.

2- ISTAMINO LIBERATORI: fragole, ecc.

3- TENDENZIALMENTE ALLERGIZZANTI: pesce, arance, uova, soia, latte vaccino, pesche, kiwi, crostacei, ecc.

4- CIBI CHE PIÙ FREQUENTEMENTE CAUSANO INTOLLERANZA: latte e latticini, lieviti, frumento, oli vegetali, olio di oliva, ecc.

sabato 20 febbraio 2010

Naturopatia.....


Nonostante il paese reale abbia ormai detto sì ai naturopati, in Italia questa professione non è ancora regolamentata per legge a causa dell'ostracismo delle lobby dei medici e delle multinazionali del farmaco. Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) ha stabilito l'esistenza della figura del naturopata, ma questa, almeno per ora, è riconosciuta in Europa solo in Germania, Inghilterra, Portogallo, Ungheria, Svizzera; in Spagna è stato avviato il processo per il riconoscimento dei professionisti e la regolamentazione del settore mentre in Italia esistono solo alcuni albi creati dalle scuole, ma privi di un vero e proprio valore legale.

In questo ultimo anno e mezzo (più o meno) si è assistito ad una corsa galoppante di molte regioni all’approvazione di leggi o leggine riguardanti le discipline naturali, per molti diventate “biodiscipline o discipline bioenergetiche” ad eccezione dell’Emilia-Romagna che ha “osato” esplicitare il termine “naturopata” e richiamare la “Naturopatia”.

Come tutti sapranno, con la devolution e il recente decreto La Loggia approvato in parlamento, le regioni non potranno creare figure professionali né emanare leggi. Il compito di legiferare sulle nuove professioni spettera' definitivamente allo stato.

Una legge che smantelli la figura del naturopata o che lo misceli con altre professionalità non fa gli interessi di nessuno, men che meno delle medicine complementari nel loro complesso. Il lavoro delle Regioni potrebbe essere utile in un solo senso: quello di stimolare il legislatore a porre fine al periodo di latenza ed a promulgare una legge saggia ed utile, in linea con l’esperienza non solo europea ma internazionale.

E' noto che presso la XII° Commissione per gli affari Sociali della Camera esiste già il testo unificato per la regolamentazione delle medicine non convenzionali, naturopatia compresa.

Per quanto riguarda la proposta di Legge Lucchese, la XII Commissione affari sociali, sarebbe ora che elaborasse, in sede deliberativa, un testo di legge essenziale con il quale la figura del naturopata venga situata all’interno delle competenze socio sanitarie, con una formazione seria e rigorosa ed un curriculum quale quello delle altre professioni

Pertanto, partendo dal presupposto che ogni professionista, degno di essere definito tale, deve dimostrare professionalità e competenza, ne deriva che una formazione povera di contenuti e poco impegnativa non permetterà:

1) di raggiungere una sufficiente ed adeguata cultura sanitaria di base: infatti é doveroso "conoscere" per rendersi conto dei propri limiti di competenza che non devono essere assolutamente superati;

2) di acquisire le conoscenze necessarie ad attuare un approccio costituzionale, valutare le predisposizioni ed, infine, consigliare il programma salutistico adatto;

3) di possedere una seria e profonda cultura sia di base, sia in materia propriamente naturopatica, al fine di poter confrontarsi ed interagire con gli altri professionisti del settore della salute.

In Italia esistono istituti che insegnano le varie discipline legate alla naturopatia i cui studi hanno una durata di circa tre anni-quattro anni (per 1200-1600 ore complessive)

Medico di famiglia....?

Botanica ....



Si è detto che l'illustrazione botanica è nata assai prima della codificazione della disciplina "botanica" a se stante e fu soprattutto utilizzata da medici, o medicastri, e speziali. A Genova è testimoniata l'esistenza dell' ars speciarie già a partire dal 1272. Tra Duecento e Trecento si collocano due famosi medici speziali: Simone Cordo e Simone da Genova. Le prime codifiche dell'arte si hanno nel 1499 e nel 1471 (Cfr. g li studi di Grazia Benvenuto) con la stesura dei primi statuti. Nel 1506 i consoli e i consiglieri, insieme ad otto membri del potente Collegio dei Medici, si riunirono per fissare la ricetta della Triaca magna Galeni e del Mitridatum Magnum i due principali rimedi dell'epoca, a base di estratti di origine vegetale. Gli speziali tenevano nelle loro botteghe erbari figurati come l' Herbarum imagines vivae (Francofurti, Egenophus, 1536), come dimostra l'esemplare posseduto a Giacomo de Spineta "aromatario al Molo"

La Storia della medicina.....




La Storia della Medicina si identifica con la Storia dell'Umanità
Dall'empirismo dell'Uomo primitivo alle ultime scoperte dei Nobel, l'evoluzione della Medicina rispecchia quella del Pensiero Umano.
Ripercorrere questo lungo cammino è come vivere un'inattesa avvincente avventura.