Nel soggetto geneticamente predisposto l’introduzione di alimenti contenenti glutine, quali pasta, pane, biscotti o anche tracce di farina ricavata da cereali vietati, determina una risposta immunitaria abnorme a livello dell’intestino, cui consegue una infiammazione cronica con scomparsa dei villi intestinali.
Importanti e qualche volta irreversibili le malattie determinate da una diagnosi tardiva: osteoporosi, infertilità, aborti ripetuti, bassa statura nei ragazzi, diabete mellito, tiroidite autoimmune, alopecia, epilessia con calcificazioni cerebrali e il temutissimo linfoma intestinale.
Non sempre la celiachia si presenta in modo palese. Infatti le sue forme cliniche possono essere molteplici. La forma tipica ha come sintomatologia diarrea e arresto di crescita (dopo lo svezzamento), quella atipica si presenta tardivamente con sintomi prevalentemente extraintestinali (ad esempio anemia), quella silente ha come peculiarità l’assenza di sintomi eclatanti e quella potenziale (o latente) si evidenzia con esami sierologici positivi ma con biopsia intestinale normale.
La diagnosi di celiachia si effettua mediante dosaggi sierologici: gli AGA (anticorpi antigliadina di classe IgA e IgG), gli EMA (anticorpi antiendomisio di classe IgA). Recentemente è stato messo a punto un nuovo test per il dosaggio di anticorpi di classe IgA, gli Anti-transglutaminasi.
Per la diagnosi definitiva di celiachia è però indispensabile una biopsia dell’intestino tenue con il prelievo di un frammento di tessuto, dall’esame istologico del quale è possibile determinare l’atrofia dei villi intestinali.
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venerdì 28 maggio 2010
venerdì 26 febbraio 2010
Naturopatia e Medicina: Malassorbimento intestinale Percorsi integrati per la guarigione.

Parliamo di malassorbimento quando l'intestino presenta una diminuita capacità di digerire correttamente i nutrienti introdotti con il cibo, che invece di essere veicolati nel circolo sanguigno vengono persi con le feci.
L'esito del malassorbimento intestinale è una carenza di una o più sostanze nutritive. Di rado non riescono ad essere assimilati i nutrienti principali; più spesso si verificano deficienze di micronutrienti, quali vitamine e minerali.
Se nei bambini il fenomeno può essere facilmente percepibile, osservandosi un rallentamento della crescita e dell'aumento di peso, lo stesso non si può sempre dire per gli adulti, nei quali il malassorbimento intestinale, soprattutto se non grave, può dare luogo a carenze subdole, subcliniche, senza sintomi eclatanti, ma con un'alterazione, a più livelli, dei fisiologici processi vitali.
Si entra così in quell'amplissima “zona grigia” che separa la perfetta salute dalla patologia conclamata, quando la persona, che magari lamenta solo un po' di colite e malesseri sfumati e imprecisati, percepisce comunque di non star bene e vaga da uno specialista all'altro continuando a sentirsi dire che non ha nulla. Si tratta invece di un'alterazione in un ambito, quello funzionale, nel quale interviene elettivamente e agisce efficacemente la naturopatia, a cui tra l'altro è ben noto quanto il benessere intestinale sia fondamentale per la salute dell'intero organismo.
Al di là di specifiche patologie che possono provocare malassorbimento e che necessitano di apposita gestione, come la celiachia, il risanamento dell'ambiente intestinale e la correzione della disbiosi (ovvero la degradazione della normale flora simbiotica intestinale) rappresentano in genere trattamenti risolutivi dei fenomeni di malassorbimento.
Oli essenziali come quelli di melaleuca e origano, fibre e mucillagini ad azione drenante quali lo psillio, probiotici (fermenti lattici) di ottima qualità e sostanze in grado di riparare i danni subiti dalla mucosa, come le vitamine del complesso B, il glutatione, il colostro e la quercetina, costituiscono i presidi naturali per attuare un completo trattamento naturopatico dell'intestino.
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