venerdì 30 aprile 2010

LE RADICI DELLA MEDICINA OLISTICA: "IPPOCRATE" ...


La medicina Olistica affonda le sue radici nell'esperienza di "Ippocrate", il padre della medicina. Ippocrate, nato il 460 a C. a Coo in Grecia, è considerato il padre della MEDICINA, tanto che il cosiddetto "Giuramento di Ippocrate" (primo testo deontologico della storia della medicina), è l'elenco dei doveri che un medico deve rispettare, tra cui compaiono il rispetto e la dignità per la vita e la dignità del malato.
Ippocrate lasciò una voluminosa serie di scritti nota con il nome di " Corpus ippocratico" dal quale si traggono i presupposti della sua medicina,e sono: 1) - Salute come stato di equilibrio; 2)- importanza delle influenze ambientali; 3)-interdipendenza di anima e corpo; 4)- potere guaritore della natura;
(Tanti sono i medici della medicina ufficiale o "allopatica" che hanno completamente dimenticato il giuramento di Ippocrate").
In uno dei libri più importanti di Ippocrate "Corpus"(Le arie, le acque, i luoghi,)viene sottolineata la stretta correlazione tra qualità dell'aria, dell'acqua, e del cibo, abitudini di
vita e l'insorgere delle malattie.
La profonda conoscenza di questi effetti ambientali, secondo Ippocrate e secondo l'olismo, è la base fondamentale dell'arte medica.
in secondo luogo, dopo i fattori ambientali, agiscono sull'individuo le varie componenti della natura umana, che Ippocrate chiamava "umori e passioni".
Lo squilibrio tra questi due aspetti porta all'insorgere della malattia.
Per quando riguarda il processo di guarigione gli scritti di Ippocrate riconoscono l'esistenza nel nostro organismo di forze sanatrici, intrinseche.
il compito del Medico era di creare le condizioni favorevoli perchè queste forze potessero agire, quindi possiamo dedurre che la medicina Olistica è quella che rispetta i principi del grande "Ippocrate" e non la medicina meccanicistica o "allopatica".

lunedì 26 aprile 2010


MILANO - Ridere è come fare ginnastica: riduce gli ormoni dello stress, fa bene al sistema immunitario, riduce la pressione e il colesterolo cattivo, aumenta quello buono e poi aumenta un po' l'appetito, proprio come l'esercizio fisico. È la conclusione di una serie di studi compiuti da Lee Berk dell'Università di Loma Linda in California.

LA RICERCA - L'ultima delle ricerche, presentata alla conferenza di Experimental Biology a Anaheim, dimostra che l'esercizio del sorriso, ribattezzato in inglese Laughercise, aumenta l'ormone dell'appetito, la grelina, e riduce l'ormone spezza-fame, la leptina. Gli esperti lo hanno dimostrato chiedendo a un gruppo di volontari di guardare per alcune settimane spezzoni di film drammatici o commedie divertenti. Con analisi del sangue è emerso l«effetto ginnastica della risata e l'effetto sull'appetito. L'esercizio del sorriso ripetuto potrebbe dunque essere utile per una serie di malattie in cui l'appetito si riduce: per esempio per gli anziani che soffrono di debilitazione perchè sedentari e senza appetito.

VIDEO: Caterina Guzzanti "ragazza facebook" .........

VIDEO: Caterina Guzzanti "ragazza facebook" .........

venerdì 23 aprile 2010

Best ever laughing baby ...

Ridere fa bene non solo all'anima...



E’ ormai provato scientificamente che ridere fa bene non solo all’anima ma anche al corpo. Il Dottor Berk della Loma Linda University of California ha deciso di usare come prova le sit-com, ed ha condotto un esperimento su 20 persone tra uomini e donne in cura per il diabete, il colesterolo e la pressione alti.

Oltre a prescrivere le solite pillole, a metà dei pazienti è stata prescritta la visione di commedie per 30 minuti al giorno. I risultati sono stati stupefacenti: dopo due mesi gli ormoni dello stress di questi ultimi si sono sensibilmente ridotti e dopo 4 il livello del colesterolo e dei problemi cardiaci ha raggiunto un equilibrio soddisfacente.

Il bello della terapia, però, è che non è necessario che la risata sia vera, ma può essere indotta, sollevando il labbro superiore fino a mostrare i denti. Il resto verrà da sé, e vale la pena provare se si considera che una sana risata abbassa del 40% le possibilità di malattie cardiovascolari. Oltre ad impegnare moltissimi muscoli, una bella risata implica un dispendio di energia grazie a cui è anche possibile perdere peso, teoria pubblicata sull’International Journal of Obesity.

In momenti di stress o di depressione, dunque, basta una sana risata per risollevare l’umore e fare un po’di esercizio fisico.

SALUTE - BENESSERE: RIDERE FA DIMAGRIRE ...

SALUTE - BENESSERE: RIDERE FA DIMAGRIRE ...

Creare un bel sorriso è un’avventura estetico-creativa ...


Una corretta estetica dentale deve superare la perfezione del dettaglio a favore dell’armonia del volto
La tendenza nella medicina estetica ad imitare modelli famosi porta a risultati stereotipati e innaturali che compromettono la personalità

Dai primordi della storia l'uomo è sempre stato alla ricerca della valorizzazione del proprio aspetto esteriore denunciando così il bisogno della ricerca del bello anche per creare autostima e affermarsi nella società. Questa necessità primaria
coinvolge non solo le discipline strettamente estetiche, medicina estetica, chirurgia estetica, odontoiatria estetica, trucco (make-up), hair design, ma sconfina anche nell’abbigliamento e quindi in uno studio dell'immagine a 360 gradi.

Sfortunatamente la ricerca esasperata di risultati codificati in modelli di riferimento, e della ripetibilità degli stessi, ha spinto molte delle discipline elencate, ma soprattutto quelle con basi scientifiche, ad elaborare formule che ottengono risultati sempre uguali a sé stessi, stereotipati, simmetrici e artificiosi (Hollywood look).
Ma questi principi non aiutano a valorizzare l'aspetto dell'individuo nella sua singolarità, perché in natura tali regole e simmetrie non esistono. Infatti quasi sempre troviamo soggetti ben equilibrati e armonici nelle loro irregolarità ed imperfezioni, che nel loro insieme ci danno una decisa sensazione di bello. Dove è possibile quindi trovare le risposte per acquisire realmente la capacità di valorizzare un individuo, correggendo solo quegli elementi che presentano anomalie, e di conseguenza migliorandolo senza stravolgerne l'espressività e l’individualità? Le risposte sono nella definizione stessa di estetica: "l'estetica è la disciplina che ha per oggetto la bellezza e l’arte”; e come disse San Tommaso d'Aquino aggiungendo anche che la bellezza“ è ciò che essendo visto piace”. Essa è quindi condizionata da fattori soggettivi, culturali, storici, biologici e geografici. Un'altra definizione è ancora più incisiva: "la bellezza, essendo un prodotto dell'immaginazione e delle sensazioni, non può essere una scienza esatta" (Hegel). Per quanto riguarda invece l'arte, la definizione è più complessa ma si può sintetizzare nella “capacità di rendere una composizione armonica e bilanciata nel suo contesto”. Tutte queste considerazioni devono rientrare nella cultura estetica di tutte le discipline che si occupano del miglioramento dell'aspetto della persona. Alcune branche dell'estetica hanno impostato il proprio lavoro in questa direzione, men- La dimostrazione più efficace di tale affermazione può trovare riscontro nella composizione di un testo musicale. Un artista che crea una melodia non compone mettendo una nota dietro l'altra ma prima ha l'intuizione creativa e poi la compone con le singole note. Tale capacità di creare armonia deve appartenere a chiunque approcci il mondo dell'estetica. Qualsiasi modifica del viso o del corpo deve rispettare la preziosa originalità della persona e non stravolgerne l’espressività. Inoltre per ogni persona non può esistere una sola soluzione ma una panoramica entro la quale trovare la valorizzazione del proprio aspetto e del proprio io.