venerdì 23 aprile 2010

Creare un bel sorriso è un’avventura estetico-creativa ...


Una corretta estetica dentale deve superare la perfezione del dettaglio a favore dell’armonia del volto
La tendenza nella medicina estetica ad imitare modelli famosi porta a risultati stereotipati e innaturali che compromettono la personalità

Dai primordi della storia l'uomo è sempre stato alla ricerca della valorizzazione del proprio aspetto esteriore denunciando così il bisogno della ricerca del bello anche per creare autostima e affermarsi nella società. Questa necessità primaria
coinvolge non solo le discipline strettamente estetiche, medicina estetica, chirurgia estetica, odontoiatria estetica, trucco (make-up), hair design, ma sconfina anche nell’abbigliamento e quindi in uno studio dell'immagine a 360 gradi.

Sfortunatamente la ricerca esasperata di risultati codificati in modelli di riferimento, e della ripetibilità degli stessi, ha spinto molte delle discipline elencate, ma soprattutto quelle con basi scientifiche, ad elaborare formule che ottengono risultati sempre uguali a sé stessi, stereotipati, simmetrici e artificiosi (Hollywood look).
Ma questi principi non aiutano a valorizzare l'aspetto dell'individuo nella sua singolarità, perché in natura tali regole e simmetrie non esistono. Infatti quasi sempre troviamo soggetti ben equilibrati e armonici nelle loro irregolarità ed imperfezioni, che nel loro insieme ci danno una decisa sensazione di bello. Dove è possibile quindi trovare le risposte per acquisire realmente la capacità di valorizzare un individuo, correggendo solo quegli elementi che presentano anomalie, e di conseguenza migliorandolo senza stravolgerne l'espressività e l’individualità? Le risposte sono nella definizione stessa di estetica: "l'estetica è la disciplina che ha per oggetto la bellezza e l’arte”; e come disse San Tommaso d'Aquino aggiungendo anche che la bellezza“ è ciò che essendo visto piace”. Essa è quindi condizionata da fattori soggettivi, culturali, storici, biologici e geografici. Un'altra definizione è ancora più incisiva: "la bellezza, essendo un prodotto dell'immaginazione e delle sensazioni, non può essere una scienza esatta" (Hegel). Per quanto riguarda invece l'arte, la definizione è più complessa ma si può sintetizzare nella “capacità di rendere una composizione armonica e bilanciata nel suo contesto”. Tutte queste considerazioni devono rientrare nella cultura estetica di tutte le discipline che si occupano del miglioramento dell'aspetto della persona. Alcune branche dell'estetica hanno impostato il proprio lavoro in questa direzione, men- La dimostrazione più efficace di tale affermazione può trovare riscontro nella composizione di un testo musicale. Un artista che crea una melodia non compone mettendo una nota dietro l'altra ma prima ha l'intuizione creativa e poi la compone con le singole note. Tale capacità di creare armonia deve appartenere a chiunque approcci il mondo dell'estetica. Qualsiasi modifica del viso o del corpo deve rispettare la preziosa originalità della persona e non stravolgerne l’espressività. Inoltre per ogni persona non può esistere una sola soluzione ma una panoramica entro la quale trovare la valorizzazione del proprio aspetto e del proprio io.

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